Questa parola viene usata in tutto il mondo per tradurre concettualmente il termine “ahimsa”, un termine in Sanscrito che significa in senso ampio “non avere alcun desiderio, intenzione o volontà di uccidere, ferire e distruggere”; la nonviolenza è uno stile di vita ed un metodo per ottenere positivi cambiamenti sociali, significa essere il cambiamento che si vuole vedere, senza che questo comporti distruzione, umiliazione, punizione di chi vi si oppone.
Il modo dell’azione nonviolenta si può descrivere come una “terza via”, un’alternativa tra il sottomettersi alle ingiustizie e la reazione violenta contro di esse. Il potere della nonviolenza viene dalle qualità spirituali dell’amore, della comprensione, dell’abilità comunicativa, del coraggio, della perseveranza. Il modo nonviolento è un’apertura, un ascolto, un considerare l’intero mondo la propria famiglia.
Apertura significa anche trasparenza. Non tentiamo di tener nascosto nulla, né di trarre vantaggio dall’ignoranza altrui. Siamo disponibili alla comunicazione, alla relazione, alla cooperazione; cerchiamo di esaminare tutti i punti di vista e ci atteniamo nelle scelte ai principi della nonviolenza.
Le qualità dell’azione nonviolenta
1. una comunicazione onesta – la comunicazione migliore, quella a cui tendiamo, è chiara aperta e onesta: la credibilità del nostro movimento,e la buona riuscita dell’azione nonviolenta, dipendono dalla fiducia che le persone a cui ci rivolgiamo possono avere in noi. La fiducia che non stiamo mentendo loro, ad esempio.
2. una coraggiosa compassione – la compassione non è pietà, è empatia, è “sentire insieme”, nella gioia e nel dolore; un sentimento non solo capace di sintonizzarsi con i sentimenti altrui, ma anche saggio e coraggioso abbastanza da tradursi in azione.
3. una persistente pazienza – quando siamo coinvolte nell’azione, spesso le nostre emozioni sono in primo piano: dobbiamo fare molta attenzione ad agire in maniera avvertita, dopo aver riflettuto su quanto vogliamo fare e sulle conseguenze delle nostre azioni. La pazienza persistente ci dà il tempo di pensare, di progettare, di proiettare l’azione nel futuro valutandone le conseguenze. E’ meglio aspettare e perdere magari una piccola opportunità, piuttosto che muoversi in modo sconnesso e impreparato, rendendo l’azione inefficace.
(I testi sulla nonviolenza sono tratti dagli scritti di Maria G. Di Rienzo in “Donne disarmanti”)
Donne in viaggio

Il viaggio come esperienza personale e politica: un percorso per condividere con le altre donne esperienze, storie, difficoltà.
Un’occasione per guardare da un punto di vista diverso ad esperienze che sono personali ma anche comuni e che diventano quindi sociali e politiche. La scoperta che per le donne gli ostacoli quotidiani, sul lavoro e in famiglia, si somigliano in tutto il Paese.
Rifletteremo e ci confronteremo sui processi culturali e sociali che condizionano attraverso pregiudizi e discriminazioni, non solo la vita privata delle donne, ma anche i percorsi formativi, le carriere professionali e la loro partecipazione politica.
alora, qual e’ questa specificita’ delle donne?
qual e’, in questo ambito, la diversita’?
La nostra specificità è quella di essere un’organizzazione femminile pacifista che promuove la nonviolenza in un mondo in cui le guerre sono decise prevalentemente da uomini – uomini che generalmente preferiscono ignorare il fatto che le loro decisioni sono pagate da tutta la popolazione, fatta di uomini E donne.
Ma non solo. La nostra specificità è anche quella di impegnarci a parlare di temi spesso ignorati, tacciuti, o snobbati dai mass media sulle conseguenze delle guerre sulle donne e le bambine. A questo proposito ti rimandiamo ai nostri articoli di approfondimento: http://centodonnecentobici.wordpress.com/category/approfondimenti/
Grazie per il tuo intervento.
Eloisa
per centodonnecentobici