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A Vicenza dal 3 al 5 giugno un convegno sui corpi civili di pace

Riceviamo e pubblichiamo l’annuncio del Convegno sui Corpi Civili di Pace che si terrà a Vicenza dal 3 al 5 giugno.

Johan Galtung, fondatore di Transcend.org (ritratto di Xiaonan Sun)

Il convegno è proposto dall’Assessorato alla Pace del Comune di Vicenza congiuntamente all’Associazione IPRI-Rete CCP (Istituto di Ricerche per la Pace Italiano – Rete Corpi Civili di Pace) e si avvale della collaborazione del Centro interdipartimentale di ricerca e servizi sui diritti della persona e dei popoli dell’Università di Padova e di Transcend, A Peace Developement Environment Network, fondato da Johan Galtung.
L’organizzazione è curata da Casa per la Pace, Associazione 5 ottobre, Vicenza 2020, MIR, Movimento Nonviolento e Tavolo della Consultazione.

Il programma prevede:

Venerdì 3 giugno alle ore 21.00
Odeo del Teatro Olimpico – Stradella del Teatro Olimpico 8

Tavola rotonda :
La Prevenzione dei conflitti armati: l’alternativa dei corpi civili
Modera Giovanni Giuliari (Assessore alla Pace – Comune di Vicenza) con la partecipazione di Antonio Papisca (Cattedra UNESCO “Diritti umani, democrazia e pace), Nanni Salio (Coordinatore del Centro Studi Sereno Regis di Torino, del Direttivo IPRI-Rete CCP), Falco Accame (Ammiraglio in pensione) e Mao Valpiana (Movimento Nonviolento).

Sabato 4 giugno ore 9.00-18.30
Casa dell’Immacolata – vicino S. Gaetano – Stradella Mora

Seminario di studio:

Un centro per la previsione e la prevenzione dei conflitti armati e per la formazione di corpi civili di pace: Vicenza, un luogo ideale?

N.B.: per partecipare compila e spedisci l’apposito modulo cliccando QUI

Domenica 5 giugno ore 10.30 -13.00
Odeo del Teatro Olimpico – Stradella del Teatro Olimpico 8

Lectio magistralis di Johan Galtung su:

Necessità e importanza di un centro per la prevenzione dei conflitti armati

Partecipano Achille Variati (Sindaco di Vicenza) e Giovanni Giuliari (Ass. alla Pace – Comune di Vicenza).

Clicca QUI per scaricare la locandina in pdf.

Clicca QUI per scaricare il depliant informativo sui corpi civili di pace.

Per informazioni: Casa Per la Pace 0444-327395 – casaperlapace@gmail.com.

Bangladesh, la sfida delle donne in bicicletta

Fonte foto: Ciclismo.it

Riportiamo qui di seguito un articolo pubblicato lo scorso 2 marzo sul quotidiano La Repubblica sull’ammirevole ed eroica iniziativa organizzata del gruppo “Arohi”, composto da una trentina di donne provenienti da tutto il mondo che hanno deciso di combattere la discriminizione di genere in Bangladesh in sella alle loro biciclette.  Perché ammirevole ed eroica? In Bangladesh, le donne godono di una libertà di movimento talmente limitata da non poter nemmeno andare in bicicletta!

Bangladesh, la sfida delle donne in bicicletta
Dove i diritti essenziali si affermano pedalando

Trenta donne vestite di bianco a pedalare nelle strade della capitale Dhaka, tra gli sguardi sbigottiti degli uomini. Un’idea “rivoluzionaria” che ha sfidato le leggi non scritte, ma molto rispettate, della società bangladese che impediscono alla donna, tra l’altro, di andare in bicicletta.

di ALESSANDRA TARQUINI

Bangladesh, la sfida delle donne in bicicletta Dove i diritti essenziali si affermano pedalando

DHAKA – I diritti delle donne camminano su due ruote in Bangladesh, cosi come l’idea di una mobilità alternativa nella afosa capitale, Dhaka, una delle città con il traffico più frenetico del mondo. Tutto è cominciato venerdi 25 febbraio, quando proprio in questa città è successo un fatto eccezionale: per la prima volta si è svolta una manifestazione di donne in bicicletta. L’idea è prima circolata via email; è seguito un passaparola nella rete e il sogno si è avverato: 30 donne vestite di bianco a pedalare nelle strade della capitale tra gli sguardi sbigottiti degli uomini, quasi fossero marziani. Donne bangladesi assieme ad italiane, iraniane, francesi e americane. Un’idea rivoluzionaria che ha sfidato le leggi non scritte, ma ossequiosamente rispettate, della società bangladese: alla donna non è permesso andare in bicicletta.

La sfida di Arohi.
I cinque chilometri percorsi hanno dato il via alle attività di “Arohi”, questo il nome scelto dall’appassionato gruppo di cicliste, che intende sensibilizzare la società bangladese ad una visione diversa della donna, a partire da un nuovo stile di mobilità femminile. “Avevo 15 anni quando la mia famiglia mi ha vietato di andare in bicicletta. Oggi finalmente ho potuto muovermi senza dipendere da qualcuno e decidere io la strada migliore da fare.” – ha deto, felice e incredula, una delle donne intervenute alla pedalata.

Un segnale forte. Anche Rudmila è nata in Bangladesh ed è una delle anime di questa mobilitazione. Come molte altre donne, ha intenzione di cambiare questo stato di cose inaccettabile. “Con la pedalata per le vie di Dhaka abbiamo lanciato un segnale forte e visibile su  due problemi importanti della società bangladesi: da un lato la condizione della donna che in Bangladesh è soggetta a delle enormi barriere alla propria libertà di movimento a partire dalla famiglia di appartenenza, dall’altra il tema della mobilità sostenibile che prima o poi dovrà essere affrontato nel nostro paese, e non solo dalle donne. Con le nostre bici abbiamo mosso i primi passi sulla strada del cambiamento – racconta Rudmila, una delle ideatrici della manifestazione.

Ce n’est qu’un debut.
Nei prossimi mesi, il gruppo di donne continuerà con altre iniziative di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e alle autorità locali. L’obiettivo a lungo termine è quello di sviluppare l’uso delle biciclette soprattutto tra le categorie di donne con maggiore esigenze di mobilità, come le studentesse, le operaie della aziende tessili, le lavoratrice delle Organizzazioni Non Governative, sviluppando un modello di ciclismo urbano e fornendo biciclette in affitto alle comunità. L’8 marzo, Giornata Internazionale delle Donne, Arohi sta organizzando un workshop per insegnare alle donne come riparare la propria bicicletta e andare lontano sulla strada dell’esercizio dei propri diritti.

Siamo tutte Aquilane: le donne terre-mutate ci chiamano a l’Aquila il 7 e 8 maggio

Riceviamo e pubblichiamo con preghiera di diffusione l’annuncio del comitato Donne Terre-Mutate per l’incontro nazionale del 7 e 8 maggio 2011 che si terrà a L’Aquila:

Clicca sull'immagine per scaricare il volantino

Uno sguardo diverso. Lo sguardo delle donne. L’Aquila: tutti l’hanno guardata, ma chi l’ha vista veramente? Il comitato “Donne terre-mutate” lancia un incontro nazionale a L’Aquila per il 7 e l’8 maggio 2011. Per portare le donne di tutta Italia a vedere L’Aquila come è. A sentirne gli odori, a toccare le spaccature e a stringere mani.

Per accompagnarle a visitare la “zona rossa” ancora militarizzata, ad entrare nelle C.A.S.E. dove (non) si vive bene, a camminare nei quartieri vuoti e abbandonati, a passeggiare nel centro dopo le undici di sera (prima che chiudano i cancelli!).
Vogliamo portarvi nei luoghi che la televisione non ha mai fatto vedere.

Un pensiero diverso. Il pensiero Leggi l’articolo completo

Le città vicine: a Vicenza, sguardo e politica di donne per un’altra città”

Riceviamo e pubblichiamo l’annuncio dell’iniziativa Le città vicine promossa dal gruppo femminileplurale

Cara amica, caro amico,
ti invitiamo all’incontro “Le città vicine, a Vicenza, sguardo e politica di donne per un’altra città” che si terrà il 19 febbraio 2011 alle 17.30 a Vicenza presso i Chiostri di San Lorenzo in piazza San Lorenzo.

Interverranno:
Anna di Salvo della Città felice di Catania
Clara Jourdan della Libreria delle donne di Milano

Parteciperanno:
donne e uomini di Città Felice di Catania, Libreria delle Donne di Milano, la Merlettaia di Foggia, le Vicine di casa di Mestre, MAG di Verona, Amare Chioggia e il suo territorio, le Città Vicine di Catanzaro, le Città Vicine di Roma, progetto Clotilde.

Con l’intervento di Francesca Lazzari, Assessora alla progettazione e all’innovazione del territorio e alla cultura del Comune di Vicenza

Coordinerà Antonella Cunico di femminileplurale
Tti aspettiamo!

femminileplurale

Centodonnecentobici aderisce alla campagna internazionale “Sos Sexisme”

Pubblichiamo l’articolo apparso sul Blog di Daniele Barbieri e altr* a supporto della Campagna internazionale di SOS Sexisme intesa a denunciare e chiedere ufficialmente il risarcimento per la violenza e le varie forme di sfruttamento a danno di tutte le donne del mondo.

Campagna internazionale di Sos Sexisme

Le donne chiedono risarcimento (traduzione di Maria G. Di Rienzo)

www.sos.sexisme.org

La Conferenza di Vienna del 1993 ha stabilito che i diritti delle donne sono universali, inalienabili ed indivisibili, e parte integrale dei diritti umani fondamentali.La nostra associazione SOS SEXISME, http://www.sos-sexisme.org/, chiede che la millenaria oppressione sofferta dalle donne sia oggetto di denuncia ufficiale e di compensazione economica da parte di tutti i governi, per porre una fine reale alle molte discriminazioni e ai molti crimini commessi contro le donne.

Vi chiediamo di far circolare la nostra petizione fra i gruppi di donne del vostro paese e di mandarci le firme raccolte entro il dicembre 2011:

  • per posta: SOS SEXISME – 2 rue du Bel Air – 92190 – Meudon – France
  • via fax: 33 – 1 – 46261482
  • per posta elettronica: sexisme@sos-sexisme.org
  • o direttamente sul nostro sito web

Le firme saranno inviate alla Commissione petizioni del Parlamento Europeo, alla Commissione ONU sullo stato delle donne, al Segretario generale delle Nazioni Unite, alla quinta Conferenza internazionale sulle donne.

SOS SEXISME sosterrà le cause delle donne che decideranno di agire legalmente a nome proprio o a nome delle proprie antenate, al fine di ottenere delle scuse ed il riconoscimento che i crimini commessi contro di loro sono crimini contro l’umanità.

Vi ringraziamo per la vostra partecipazione a quest’importante azione, che mostrerà una volta di più lo scopo globale della nostra solidarietà. La Presidente, Michèle Dayras

    LE DONNE CHIEDONO RISARCIMENTO

La Conferenza di Durban contro il razzismo e l’intolleranza è stata il luogo d’incontro delle vittime della schiavitù, della colonizzazione, dell’apartheid, delle “pulizie etniche”, del sistema delle caste e di tutti i tipi di violenza religiosa e politica. E le donne? Il sessismo è stato evocato solamente nel contesto dell’oppressione duale: una donna nera, una donna musulmana, una donna Dalit, una donna Rom… Ma le donne sono vittime di un tipo specifico di oppressione, il patriarcato, e questo è fuori questione.

Noi, le Donne del Mondo,

denunciamo la violenza e le varie forme di sfruttamento che gli uomini ci hanno inflitto e continuano ad infliggerci da millenni:

  • per i nostri piedi fasciati
  • per i nostri colli imprigionati negli anelli
  • per il nostro sesso mutilato o cucito
  • per le nostre labbra deformate dalle piastre o le nostre Leggi l’articolo completo

Centodonne esprime solidarietà alla vittima dello stupro di Ca’ Balbi (Vicenza)

Stop assuming that it does not affect you - Smettila di presumere che non ti riguarda (foto di Zappowbang, Flickr)

Settimana scorsa la nostra città è stata teatro di un’ennesima violenza ai danni di una di noi. La vittima è una  cittadina americana la quale è stata assalita nella sua stessa automobile mentre era ferma a un incrocio nei pressi di Via Aldo Moro alle 8 di sera di giovedì scorso. Dopo essere salito in macchina armato di coltello e passamontagna, l’aggressore ha obbligato la donna a raggiungere un luogo appartato per poi violentarla.

Oltre a dichiarare la nostra estrema preoccupazione per il livello di violenza sulle donne della nostra città, esprimiamo immediata solidarietà nei confronti di questa donna che ci rappresenta tutte.

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Qui di seguito, l’articolo apparso settimana scorsa sul Giornale di Vicenza che descrive l’accaduto.

Sabato 15 Gennaio 2011
CRONACA Pagina 17

AMERICANA VIOLENTATA “DAL BRUTO ARMATO”

IL CASO. Una cittadina statunitense, impiegata civile alla Ederle, è ricoverata al S. Bortolo dopo essere stata stuprata. Le indagini dei carabinieri della Setaf
Il dramma alle 20: «È salito sulla mia auto, in Ca’ Balbi. Aveva il passamontagna. Aggredita poi nel bosco di via Zamenhof»

Ha subito un rapporto sessuale molto violento, su questo non ci sono dubbi. «Mi ha stuprata», ha spiegato in lacrime. L’episodio, gravissimo, diviene ancora più grave se le indagini confermeranno il racconto della povera vittima: un maniaco, incappucciato e armato di un coltello, è salito sulla sua auto – ferma ad un incrocio, sotto al cavalcavia di via Aldo Moro – all’improvviso, e minacciandola con la lama l’ha costretta a guidare fino a raggiungere un posto appartato per poi abusare di lei. Un pazzo scatenato si aggirerebbe per Vicenza. I carabinieri stanno cercando di fare piena chiarezza e procedono con i piedi di piombo.

LA DENUNCIA. L’indagine scatta giovedì sera, quando un’amica della vittima – una cittadina americana di 34 anni, che lavora come dipendente civile alla! caserma Ederle e vive nella zona est della città con la famiglia – Leggi l’articolo completo

Cartoline dalla Sardegna in formato Chernobyl

Nei giorni scorsi il portale MegaChip, Democrazia nella Comunicazione ha segnalato l’articolo di Paolo Carta pubblicato sul quotidiano L’Unione Sarda relativo alla tragica situazione del comune di Quirra. Si tratta di una piccola località sarda dove il tasso di tumori e malformazioni ha assunto proporzioni drammatiche se non addirittura apocalittiche:

Quirra, Sardegna. Vicino ai war games, due su tre hanno la leucemia

Vi riportiamo un articolo comparso su L’Unione Sarda del 4 gennaio 2011 su una vicenda terribile, un disastro militare-ambientale che si consuma nella terra che accoglie la stragrande maggioranza delle esercitazioni militari italiane, una piccola Chernobyl che finora i grandi organi di stampa non avevano saputo affrontare, con la lodevole eccezione di un’inchiesta peraltro poco divulgata di RaiNews24 e di una dimenticata puntata di Report.

Come spesso accade, sono stati gli scrittori i primi a perforare le bugie di governi e generali, in mezzo ai silenzi dei media e dei politici pavidi. La “sindrome di Quirra” è stata raccontata ad esempio in due romanzi, quello di Massimo Carlotto e Mama Sabot (Perdas de fogu), e quello di Eugenio Campus (Il pettine senza denti). Ora però tutto il disastro emerge nei tabulati di una Asl. Gli irrisi, i “complottisti”, quelli che non accettavano le verità ufficiali, avevano ragione. Il caso, scommetteteci, ora non potrà più essere insabbiato.

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Rapporto choc sul poligono di Quirra
L’Asl: negli ovili agnelli deformi e pastori con la leucemia

di Paolo Carta – L’Unione Sarda.

Rapporto Quirra: quasi in ogni ovile agnelli nati malformati e pastori ammalati di tumore. Le indagini dei veterinari delle Asl di Lanusei e Cagliari, su incarico del Comitato di indirizzo territoriale che segue il controllo ambientale del poligono, sono arrivati a risultati choc. I dati raccolti a ridosso della zona militare sono assolutamente fuori dalla norma.

Addirittura, secondo la verifica dei veterinari Giorgio Melis e Sandro Lorrai, esiste un collegamento tra le deformazioni congenite genetiche degli agnelli e i tumori che hanno colpito gli allevatori. Quasi una strage: il 65 per cento dei pastori che abita e lavora a Quirra si è ammalato di leucemia.

MONITORAGGIO

Il rapporto è stato spedito a metà dicembre ai responsabili del Comitato d’indagine territoriale che si sta occupando del monitoraggio ambientale della zona del poligono interforze tra le colline di Perdasdefogu e lo specchio di mare di Capo San Lorenzo. È soltanto una prima stesura del lavoro che verrà ultimato Leggi l’articolo completo

Messaggio di fine anno ed inizio del nuovo

Riceviamo e pubblichiamo il messaggio di fine anno della Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato di Cinisi, che nel 2008 è stato visitato da Centodonnecentobici durante il nostro viaggio in Sicilia:

Un altro anno sta giungendo al termine. Guardiamoci alle spalle, cosa resta? Ad alcuni verrebbe forse la voglia di gettare la spugna, ad altri di continuare ad indignarsi e lottare per tentare di cambiare qualcosa. Molti semplicemente continueranno nella loro indifferenza, guardando la grande madre televisione tra un panettone e una bottiglia di spumante.

Anche per noi a Cinisi è stato un anno difficile, fatto di incomprensioni, decisioni sofferte, spaccature, ma anche di piccole conquiste, il sogno di poter restituire la Casa del grande Boss Badalamenti a quei cittadini che ne hanno sofferto l’oppressione e piccoli spiragli nel muro che i nostri compaesani hanno eretto per isolarci. Chissà, forse si tratta solo di trovare il giusto linguaggio per capirsi, al di là degli stereotipi e pregiudizi e speriamo che un’attività culturale che nascerà nel bene confiscato possa aiutarci in questo.

Il fatto che ormai siano 32 gli anni trascorsi dalla morte di Peppino non ha comportato l’invecchiamento delle sue idee, che anzi mostrano un’attualità sorprendente e suggeriscono un metodo nella lotta contro la mafia che va ben al di là degli arresti, delle retate, della repressione e dell’attacco al patrimonio, un metodo che produca effetti consolidati e che si possano auto-produrre. Tuttora noi crediamo nella necessità di un impegno culturale, sociale e politico che porti una maggiore consapevolezza e che possa spiegare alla gente come sia possibile vivere meglio senza essere schiavi di questo sistema economico che favorisce gli interessi di pochi disonesti e affama tutti gli altri, che da sé produce il proliferare degli affari criminali, che non sono solo quelli di Cosa Nostra o della Ndrangheta, ma anche quelli delle grande multinazionali che sopprimono i diritti dei lavoratori. Criminale è il razzismo istituzionale Leggi l’articolo completo

Le foto ricordo di una giornata speciale

Con qualche giorno di ritardo (!) pubblichiamo le foto ricordo della nostra partecipazione alla giornata “Forme, suoni, parole” organizzata a Vicenza il 27 novembre 2010, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne.

… e fu così che ancora una volta le Centodonne si fecero sentire Urbi et Orbi!

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L’appello MIR al progetto “Allenati per la vita”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del MIR – Movimento Internazionale della Riconciliazione – relativo all’appello di protesta contro il progetto ministeriale “Allenati per la vita” approvato dall’Ufficio Regionale Scolastico della Lombardia in un protocollo di intesa con il Comando Militare Esercito “Lombardia”.

COMUNICATO STAMPA MIR in riferimento al progetto “ALLENATI PER LA VITA”

Apprendiamo con grande preoccupazione, nonostante il comunicato stampa del 24 settembre scorso del Ministero per l’Istruzione Università e Ricerca , la notizia della stipula di un protocollo d’intesa tra l’Ufficio regionale Scolastico della Lombardia ed il Comando Militare Esercito “Lombardia” relativamente il progetto “Allenati per la vita”.
La nostra contrarietà non nasce da una presa di posizione cieca e di parte ma dall’effettiva preoccupazione per il dato educativo che emerge da tale scelta.

Il MIR-Movimento Internazionale della Riconciliazione ha contribuito alla stesura del documento denominato Programma Nazionale. La pace si fa a scuola emanato dal Ministero per l’Istruzione il 04.10.2007 e tutt’ora in vigore.

La pace si fa a scuola è nato dalla sinergia di associazionismo ed istituzioni in risposta all’azione dell’Onu che ha proclamato il “2001-2010 decennio per una Cultura di Pace e Nonviolenza per i Bambini del Mondo” e ne è il frutto più significativo: istituzioni ed associazioni unite nell’obiettivo comune di fornire agli insegnanti uno strumento utile alla realizzazione di percorsi formativi alla pace, educazione alla convivenza, alla promozione della solidarietà, al conseguimento dell’identità del gruppo, alla prevenzione del bullismo ed alla prevenzione dei conflitti, risultato di un’educazione alle relazioni più ampio ed inclusivo con riferimento esplicito alla nonviolenza, come risulta nel suo testo.

Il progetto intitolato “Allenati per la vita” , pur facendo riferimento ad alcuni dei valori ed obiettivi più sopra riportati, non spiega invece il nesso tra lo sport, la formazione alla cittadinanza ed ai diritti umani ed un addestramento di tipo militare, come previsto nel protocollo d’intesa : “Il Comando Militare Esercito “Lombardia”, in collaborazione con le Associazioni d’Arma, con quelle riconosciute dal Ministero della Difesa e il personale in congedo, progetterà e porrà in atto, come indicato negli articoli precedenti, iniziative culturali e di sensibilizzazione alla pace ed ai valori umani, proponendo percorsi riferiti a competenze specifiche in tale campo, per promuovere competizioni sportive, attività formative, informative e orientative, attinenti comunque alla Forza Armata.” (art. 3)

Chiediamo pertanto
• che sia il Programma Nazionale. La pace si fa a scuola (Linee guida per l’educazione alla pace) a guidare i progetti di educazione alla pace nelle scuole italiane;
• che l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia receda dal Protocollo d’Intesa con il Comando Militare Esercito “Lombardia” ;
• che la Ministro della Istruzione Università e Ricerca intervenga affinché sia l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, sia altri uffici Scolastici regionali, non perpetuino tale iniziativa;
• che i Collegi Docenti si attivino perché, nell’ambito delle loro competenze e secondo quanto previsto dalla legge sull’autonomia scolastica, non si dia spazio all’interno dei propri Istituti Scolastici il progetto “Allenati per la vita”;
• che i genitori degli alunni non consentano ai propri figli la partecipazione alle attività inerenti il progetto.

Convinto che “….È necessario partire da una definizione di “pace positiva”, per cui la pace non è da difendere, ma da costruire insieme. La pace non è solo assenza di guerre, ma un processo che tende ad eliminare o a ridurre il più possibile le situazioni di violenza…”(Programma nazionale. La pace si fa a scuola) il MIR Movimento Internazionale della Riconciliazione invita tutte le Associazioni e Movimenti coinvolti in progetti per l’educazione alla pace, educazione alla convivenza, alla promozione della solidarietà, al conseguimento dell’identità del gruppo, alla prevenzione del bullismo, alla prevenzione dei conflitti, ad attivarsi affinché nelle nostre scuole sia possibile imparare ed insegnare attraverso metodi coerenti con gli obiettivi che si intende perseguire.

Il consiglio nazionale MIR

Per ulteriori informazioni sul tema consigliamo anche i seguenti articoli:

Imparare a sperare non a sparare! di Pax Christi Italia

E il fucile entrò a scuola di Francesco Merlo (fonte: Repubblica)