Il Coordinamento dei comitati è l’unione di più comitati, formati da cittadini di varie appartenenze politiche, sindacali e di diversa fede religiosa. Questi comitati hanno origini e storie diverse, legate a situazioni di malessere sociale o di rischio per la tutela del territorio.
Il Coordinamento si è costituito attorno alla questione Dal Molin, poichè tutti questi comitati esprimevano fortemente la loro contrarietà alla costruzione di una nuova base militare americana a Vicenza.
Con la nuova base militare USA (non NATO) si unifica la 173° Brigata Aerotrasportata, che è ampliata in Brigata Combat Team, un’unità di intervento rapido. Sono previsti altri 2000 militari, con una dotazione costituita da 55 tank, 85 veicoli corazzati da combattimento, 14 mortai pesanti, 40 jeep, due nuclei aerei spia telecomandati, una sezione di intelligence, due batterie di artiglieria con micidiali razzi.
Non si tratta quindi solamente di un dormitorio, quanto invece di una vera e propria sede addestrativa –operativa di pronto intervento per missioni di guerra, sulla quale l’ Italia sicuramente non avrà potere alcuno di controllo o di verifica.
Le motivazioni del dissenso:
Fattori ambientali: sono previsti 600.00 mq di cemento in una zona verde, molto fragile dal punto di vista dell’equilibrio dell’eco-sistema. È previsto un aumento del consumo di acqua pari a quello di 30.000 abitanti e le falde acquifere vicentine sono da trent’anni in continua diminuzione. Ci saranno seri problemi di viabilità, con un aumento dell’inquinamento atmosferico. C’è inoltre la richiesta dell’utilizzo di ulteriori territori, nei comuni limitrofi di Torri di Quartesolo e Quinto Vicentino, zone assai vicine alla città.
Sociali e della sicurezza: la nuova base aggiunge altri 2000 soldati a quelli gia’ presenti: in totale il numero dei militari presenti a Vicenza si aggirerebbe attorno alle 15000 unità.
La base – e di conseguenza la città, vista la sua collocazione così prossima - potrebbe poi diventare obiettivo sensibile di eventuali ritorsioni terroristiche oltre che possibile deposito per ordigni di vario genere come accaduto anche in passato (testate nucleari).
Economici: la base utilizzerà molte risorse energetiche (acqua,energia elettrica, combustibile) a basso costo (attualmente gli statunitensi hanno tariffe inferiori a quelle dei cittadini vicentini). I costi delle varie centraline ed allacciamenti sarebbero a carico dell’Azienda Municipalizzata del Comune di Vicenza.
In base all’accordo di Londra del 1954 gli acquisti delle basi militari sono esenti da IVA ed imposte. Inoltre il 41% delle spese di mantenimento delle basi è a carico del governo italiano. Un vero spreco di risorse.
Inoltre si teme un mancato sviluppo della zona a Nord della città: senza il progetto Dal Molin si potrebbe progettare una possibile riqualificazione dell’esistente per dare servizi alle imprese o alla protezione civile, per la creazione di un futuro polo culturale ed universitario.
Motivazioni giuridiche: mancato rispetto della Costituzione (art.11), impossibilità di ricorsi giurisdizionali per la mancanza di atti formali governativi.
Politiche: negazione della possibilità di esprimersi attraverso il referendum, del confronto con le componenti del governo, del pronunciamento e la ratifica del Parlamento stesso, del mancato ascolto delle comunità locali; Torri di Quartesolo e Quinto Vicentino hanno detto No , Caldogno ne no ne sì; la circoscrizione 5, deputata ad ospitare la base, ha detto No.
Etiche –valoriali: la Costituzione non prevede la guerra come modalità di risoluzione dei conflitti internazionali; di conseguenza , non si potrebbero ospitare basi operative destinate al pronto intervento o per qualsiasi guerra preventiva.
Con queste motivazioni è nato il grande movimento trasversale che ha consentito le due imponenti manifestazioni nazionali,assolutamente serene e pacifiche del 02-12-2006 e 17-02-2007 dove , per la prima volta a Vicenza e nel Veneto, oltre 130.000 persone di diverse appartenenze, hanno insieme rivendicato il rispetto di ideali comuni e condivisi. Il Coordinamento ha partecipato a numerose iniziative insieme a tutto il movimento; ha promosso convegni, analisi giuridiche, ambientali e sociali; ha sollecitato e dialogato con le istituzioni, incontrando le varie forze politiche, coinvolgendo persone di vari credi.
Fondamentalmente si batte perché i cittadini partecipino alle varie decisioni; rivendica il rispetto e il riconoscimento del ruolo di cittadini attivi chiedendo una reale informazione e comunicazione; crede che la cittadinanza debba necessariamente essere chiamata a pronunciarsi attraverso il referendum, che è stato negato dall’amministrazione vicentina per ben due volte.