La presenza militare USA nel territorio vicentino

Nel 2008 la città di Vicenza celebra il cinquecentenario della nascita di Andrea Palladio, il grande architetto che con i suoi progetti ha lasciato una traccia importante nella storia dell’arte di questa città. Il 2008 potrebbe purtroppo essere ricordato non solo nelle cronache di Vicenza ma nella storia come l’anno che ha segnato l’avvio di un ben diverso progetto, quello che vorrebbe far sorgere in questa città la più grande base militare statunitense in Europa.

la presenza mililare USASecondo il commissario governativo Costa, incaricato di seguire la questione Dal Molin, nel giugno di quest’anno l’area preposta alla costruzione della nuova base dovrebbe passare sotto il controllo dell’esercito USA e nel prossimo settembre dovrebbero iniziare i lavori per la costruzione della base. In realtà, nelle alte sfere delle amministrazioni statunitense e italiana, il progetto di riunire a Vicenza la 173° brigata aviotrasportata ha iniziato a prendere corpo ben prima e le prime trattative tra il governo statunitense e quello italiano risalgono al 2003.

Solo alcuni anni più tardi tuttavia, nel maggio del 2006, il progetto è venuto alla luce ed i cittadini, tenuti sino ad allora all’oscuro di tutto, hanno iniziato ad interrogarsi sul futuro della loro città. Fino ad allora la consapevolezza della presenza di strutture militari statunitensi nel territorio vicentino era in generale piuttosto bassa. Per questa ragione, il Gruppo di Azione Nonviolenta (GAN) della Rete Lilliput vicentina, ha deciso di lanciare un’iniziativa denominata “Caccia alle Basi” in cui i cittadini sono stati invitati a segnalare la presenza di strutture riconducibili all’esercito statunitense. Il passaparola ha permesso di individuare e far conoscere una serie di siti militari poco noti ai più che affiancano quelli ben conosciuti della caserma Ederle e del villaggio residenziale americano presenti in città.

Per comprendere la militarizzazione del territorio vicentino, è importante considerare il ruolo strategico che la nuova base presso il Dal Molin verrebbe ad assumere  nel quadro di riallineamento delle basi USA in Europa.

L’importanza strategica della base di Vicenza per l’esercito statunitense si evince chiaramente dalle relazioni presentate dal generale James L. Jones, al tempo comandande delle forze armate USA in Europa di fronte alla Commissione per i servizi armati del Senato americano. Si tenga presente che l’area di responsabilità del Comando Europeo dell’esercito degli Stati Uniti (EUCOM), comprende una regione geograficamente molto vasta che copre oltre 119 milioni di chilometri quadrati di terra e acqua e che si estende dalla punta settentrionale della Norvegia alla punta meridionale del Sudafrica, e dalla Groenlandia ad ovest alla linea costiera del Pacifico in Russia. Questa vasta area comprende 92 nazioni sovrane che racchiudono la gamma completa di condizioni umane e tipi di governo1. La base di Vicenza verrebbe ad assumere un ruolo strategico fondamentale all’interno di questo sconfinato teatro operativo.

Nella sua relazione davanti alla commissione per i servizi armati del senato, il 1° marzo 2005, il generale Jones dichiara: “Stiamo eliminando strutture di cui non abbiamo bisogno ed investendo risorse in infrastrutture che supportino i corpi di spedizione schierati nei teatri Europeo ed Africano”. Tra questi investimenti  figurano  “l’espansione delle strutture e delle infrastrutture a Vicenza, Italia, a supporto della Souththern European Task Force (SETAF) e la modularizzazione della 173° brigata aviotrasportata”2.

“La 173° brigata aviotrasportata verrà espansa in una Squadra di Combattimento Brigata Aviotrasportata (Airborne Brigade Combat Team-ABCT)  completamente modulare (costituita cioè da diverse unità più piccole che possono essere opportunamente combinate dal comandante della brigata a seconda della missione da aftontare – ndr) che rimarrà in Italia. Questa espansione provvederà una maggiore capacità di dispiegamento rapido (…). Pensiamo di iniziare a convertire la 173° al suo ritorno dalle operazioni di combattimento in Afghanistan. La Brigata rimarrà in vicinanza della base di Aviano, il suo principale centro di spiegamento. L’esercito degli Stati Uniti in Europa ha pianificato di espandere le strutture e le infrastrutture nell’area di Vicenza, incluse le strutture dell’esercito statunitense all’aeroporto Dal Molin, per dar spazio all’allargamento previsto da questa ristrutturazione.”2

Quando il generale Jones esponeva la sua relazione davanti alla Commisione per i Servizi Armati del Senato USA, la 173° stava partendo per l’Afghanistan dove sarebbe rimasta fino a febbraio 2006. Di li a poco il generale Jones avrebbe svolto una seconda relazione (7 marzo 2006) annunciando come promesso la prossima trasformazione della 173° brigata: “L’USAREUR (Esercito deli Stati Uniti in Europa ndr) è nel mezzo di una trasformazione per ristrutturare e reindirizzare l’assetto dell’Esercito in Europa.(…) Il nuovo comando, che sarà chiamato Settima Armata, combinerà le funzioni di comando dell’USAREUR con le capacità di combattimento del Quinto Corpo d’Armata. Quando le operazioni di trasformazione saranno completate, la Settima Armata disporrà di otto organizzazioni separate (al posto delle attuali 20) e di due brigate combattenti assegnate permanentemente, ovvero uno Stryker Brigade Combat Team (SBCT) a Vilseck, Germania, ed un Airborne Infantry Brigade Combat Team (BCT) a Vicenza, Italia.”3

la presenza mililare USAE’ importante sottolineare quindi che, secondo la nuova strategia di riposizionamento strategico dell’esercito statunitense, in Europa vi saranno solamente due brigate di combattimento ed una di queste, adeguatamente potenziata, sarà ospitata a Vicenza:

“La Brigata aumenterà le proprie dimensioni e capacità, e sarà stazionata a sud delle Alpi, presso la Base Operativa Principale di Aviano-Vicenza, in Italia, con migliori possibilità di impiego.”3

Il generale Jones nella sua relazione del 2005 aveva definito 4 tipologie di strutture destinate ad ospitare le truppe e a garantirne la massima operatività e capacità di intervento2. Quella di Vicenza sarà una delle cosiddette MOB (Main Operating Base), strutture ospitate in “territori amici” e previste in un assetto strategico di lunga durata. Esse prevedono personale stazionato in modo permanentemente, strutture di comando e controllo e strutture di supporto per le famiglie. Le MOB devono quindi essere necessariamente dotate di “infrastrutture robuste e  accesso strategico” e hanno anche il ruolo di supportare i cosiddetti FOS (Forward Operating Site), siti operativi avanzati, ovvero strutture “mantenute in caldo con una limitata presenza militare statunitense” e rapidamente  “espandibili” per supportare le operazioni a lungo termine e su larga scala. Sono inoltre previsti, anche all’interno di MOB e FOS, dei siti di preposizionamento di materiale bellico (PS-Preposition Site) sicuri ed in posizione strategica. Questa organizzazione dovrebbe permettere una rapida proiezione della potenza statunitense verso le zone di conflitto a sud e a est dell’Europa.

La trasformazione ed il potenziamento della 173° brigata sono stati annunciati il 15 settembre 2006, in una cerimonia ufficiale a Bamberg, in Germania4. La nuova unità, formalmente definita squadra di combattimento 173 brigata aviotrasportata (173rd Airborne Brigade Combat Team) sarà costituita da 6 battaglioni e avrà una struttura modulare che le consentirà una maggior agilità e velocità di dispiegamento.

A differenza di quanto avveniva in precedenza sarà inoltre completamente autonoma.  Attualmente 4 di questi  battaglioni si trovano in Germania, nelle basi di Bamberg e Schweinfurt.

Gli altri due sono di stanza presso la caserma Ederle a Vicenza. La nuova base che dovrebbe sorgere a Vicenza presso l’aeroporto Dal Molin è stata pensata per riunire in un’unica sede l’intera squadra di combattimento destinata ad avere un ruolo fondamentale nelle azioni militari verso il Medioriente ed in eventuali nuovi fronti di guerra che si dovessero aprire nell’immensa area di influenza del Comando delle forze armate USA in Europa. Appare quindi quantomeno riduttivo definire un “dormitorio” tale struttura militare di cruciale importanza nella strategia militare statunitense.

Questa nuova base dovrebbe sorgere in un territorio in cui la presenza militare USA è già molto consistente. Secondo l’ultimo “Base Structure Report” (anno fiscale 2007, dati aggiornati al 30 Settembre 2006)5, il rapporto che censisce le proprietà del Dipartimento della Difesa USA in patria e all’estero, le strutture dell’esercito americano a Vicenza si estendono su una superficie complessiva di 1.294.995 metri quadri (pari a 181 campi da calcio regolamentari). Secondo il medesimo rapporto l’esercito americano risulta proprietario di 539 edifici (per un’estensione totale di 122.341 mq), affittuario di 255  (126.593 mq), e ne ha in concessione altri 66 (47.602 mq). Secondo il Pentagono le strutture di Vicenza hanno complessivamente un “valore di ricollocamento impianto” (PRV Plant Replacement Value) di 874.3 milioni di dollari.  Questa rappresenta la cifra che il Governo Italiano dovrebbe restituire a quello statunitense in caso di chiusura delle basi sul nostro territorio, come pagamento delle “migliorie” apportate dalle forze armate USA. In questo  rapporto del 2007 figura inoltre che a Vicenza sono presenti 2649 soldati.

la presenza mililare USA3L’area di presenza statunitense più vasta (615.123 mq – 86 campi da calcio) e più nota è sicuramente quella occupata dalla Caserma Ederle, dove sono attualmente di stanza  due battaglioni della 173° brigata ed il comando SETAF (Southern European Task Force). Poco distante si trova il villaggio che ospita parte delle famiglie dei soldati (331.842 mq – 46 campi da calcio). In queste aree sono in corso o in fase di avvio grossi cantieri per realizzare importanti infrastrutture: due edifici da adibire a residenze per i soldati senza la famiglia (lavori a carico della ditta Pizzarotti di Parma), una nuova clinica (appalto da 30 mln di euro vinto da un consorzio tra la Pizzarotti e la multinazionale tedesca Bilfinger Berger), un complesso scolastico (progetto da 45 mln di euro affidato alla CMC di Ravenna).

Poco distante dalla città, sui Colli Berici, sono localizzati due siti, censiti dal Base Structure Report su cui le informazioni a disposizione sono tuttavia molto scarse e che per questo da molti anni destano sospetti e timori sulle popolazioni locali. Uno di questi è il deposito di armi in località Tormeno, nel comune di Arcugnano, ufficialmente noto come ASP7 (Ammunition Supply Area 7) costituito da una serie di bunker sotterranei su un’estensione di 137.593 mq (19 campi da calcio). Poco più a sud si trova “Site Pluto” (210.437mq – 29 campi da calcio), una base costruita sotto una collina che, durante la guerra fredda, ha custodito un’imponente arsenale nucleare. Anche in questo caso, cosa sia oggi contenuto al suo interno e quali attività si svolgano resta avvolto dal mistero. Di sicuro, se la 173° brigata dovesse effettivamente venir riunita a Vicenza, si troverebbe a disposizione due depositi utili a contenere armi o altre attrezzature militari. E’ un dato di fatto emerso anche da un comunicato ufficiale della SETAF6 che nel corso del 2007 entrambi i siti, apparentemente in abbandono da anni, sono stati oggetto di opere di ristrutturazione (lavori a carico della Bilfinger Berger e della CMC per un totale di 2.183 mln di dollari). Leggendo il Base Structure Report, si scopre infine che presso l’aeroporto Dal Molin, l’esercito americano è già proprietario di 7 edifici e ne ha altri 3 in concessione, proprio nell’area ad ovest dell’aeroporto dove, secondo l’attuale progetto, dovrebbe sorgere il nuovo complesso militare.

la presenza mililare USAOltre alle aree censite in questo rapporto, grazie al passaparola tra i cittadini, sono stati individuati altri siti minori al tempo sconosciuti alla maggioranza della popolazione. Proprio sulla sommità della collina che sovrasta “Site Pluto” si trova un’area recintata (circa 190.000 mq)  che un tempo era sede di una base NATO e che ora, secondo alcune fonti, potrebbe servire per esercitazioni militari.  Esistono poi due grandi centri logistici, l’RCO (Regional Contracting Office – circa 35.000 mq) l’ufficio responsabile della stipula ed amministrazione dei contratti per conto della SETAF, e l’IFMS (Interagency Fleet Menagment Service – circa 40.000 mq), un’officina di manutenzione dei veicoli civili appartenenti all’esercito americano.

In totale la superficie del territorio vicentino occupata da strutture riconducibili all’esercito USA ammonta quindi a circa 1.560.000 mq pari a ben due terzi dell’intero centro storico della città (circa 2.300.000 mq).

A queste aree potrebbero aggiungersi circa 440.000 mq per il progetto della nuova base Dal Molin e 220.000 mq previsti per la costruzione di un nuovo villaggio residenziale da 215 alloggi per le famiglie dei soldati statunitensi. L’area per questo nuovo sito abitativo era stata individuata nel comune di Quinto Vicentino che ha tuttavia ritirato l’autorizzazione a procedere con i lavori, dopo aver valutato gli effetti negativi per la popolazione di questa costruzione che oltre ad alterare gli equilibrio ambientali e la viabilità, avrebbe bloccato lo sviluppo urbanistico del comune7.

la presenza mililare USA5Nell’ambito dell’iniziativa “Caccia alle Basi” la segnalazione più curiosa è stata probabilmente quella della presenza di una stazione di pompaggio di cherosene per aerei militari nella zona di Polegge, appena fuori Vicenza. Ben pochi sospettavano infatti che il cherosene che alimenta gli aerei da guerra americani della base USA di Aviano passasse proprio per Vicenza. Può sembrare paradossale ma a due chilometri dall’aeroporto Dal Molin transita l’oleodotto NATO, gestito dall’aeronautica italiana che, partendo da La Spezia, rifornisce di carburante diverse basi militari del nord Italia tra cui anche quella di Aviano. Chi pensava che l’impatto sul territorio di questo oleodotto, rimasto sconosciuto per molti anni e la cui presenza è manifestata solo dalla piccola stazione di pompaggio, fosse del tutto insignificante ha dovuto ricredersi lo scorso 9 marzo, quando una accidentale rottura della tubatura ha comportato il riversamento di ingenti quantità di cherosene nei fiumi Astichello e Bacchiglione, provocando significativi danni all’ambiente, ancora una volta a carico dei cittadini.

Questo incidente ha riaperto, se ce ne fosse bisogno, la questione sui rischi ambientali dovuti alla presenza di strutture militari. Non può non destare una motivata inquietudine il fatto che proprio sotto il Dal Molin si trova una delle principali falde acquifere che rifornisce la città e le zone circostanti. Per avere un’idea del livello di contaminazione attribuibile alla presenza di basi militari si può consultare il sito dell’agenzia  governativa americana di protezione ambientale (EPA Enviromental Protection Agency) in cui sono riportati diversi casi di inquinamento di falde acquifere8.

E’ stato più volte detto che la costruzione del Dal Molin non deve essere sottoposta a valutazioni di impatto ambientale (VIA) in quanto “opera di difesa nazionale”. Che si tratti di difendere gli interessi di una nazione appare effettivamente chiaro, qualche dubbio su quale sia quella nazione forse resta.  Per  fare chiarezza a riguardo vale la pena concludere citando ancora una volta le parole del generale americano Jones, dall’introduzione di una delle sue relazioni al Senato: “Spero di riuscire a dimostrare come i nostri programmi, eseguiti con i nostri partners, favoriscano i nostri interessi per la sicurezza nazionale”3.

Massimo Bellanda,
Rete Lilliput Vicenza

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Note

1. www.eucom.mil/english/AOR/main.asp

2. Dichiarazione del generale James L. Jones, USMC, comandante, comando europeo dell’esercito americano, davanti alla commissione per i servizi armati del senato (1 marzo 2005).

3. Dichiarazione del generale Lames L. Jones, USMC, comandante, comando europeo dell’esercito americano davanti alla commissione per i servizi armati del senato. (7 marzo 2006)

4. “Star and Stripes”, edizione europea, 16 Settembre 2006 (Il documento si può scaricare dal sito www.eucom.mil/italian/Italian_Postura.asp).

5. Base Structure Report (A Summary of DoD’s Real Property Inventory), Fiscal Year 2006 Baseline (www.defenselik.mil/pubs/BSR_2007_Baseline.pdf).

6. “Il Giornale di Vicenza”, sabato 23 Febbraio 2007 (Pag. 12)

7. “Il Giornale di Vicenza”, venerdì 30 Novembre 2007 (Pag. 25).

8.  www.epa.gov/superfund

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