Il 7 e 8 maggio centodonnecentobici hanno accolto l’invito del comitato donne “TERRE MUTATE” di L’Aquila, per fermarsi a riflettere, con altre donne, sulla possibilità di ritornare ad abitare la loro città, e su come ricreare la comunità disgregata recuperando luoghi dove potersi incontrare per discutere e proporre soluzioni. Sono state oltre 600 le donne che hanno risposto all’appello, alcune rappresentavano la propria organizzazione, altre hanno dato una adesione personale e hanno potuto vedere e farsi raccontare dalle donne dell’Aquila l’esperienza del terremoto e il nuovo modo di abitare la città ancora transennata e chiusa.
Camminando per le vie adiacenti alla zona più disastrata siamo state assalite da una sensazione di abbandono, di silenzio e abbiamo provato una forte emozione vedendo la transenna con appese le chiavi delle case che non ci sono più, oppure osservando una casa completamente crollata dove è rimasta in piedi una sola parete che custodisce una libreria.
Ci ha fatto un certo effetto vedere lungo la strada principale diverse camionette di militari a custodia di una città morta, devastata.
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Chi è sopravvissuto al terremoto è stato portato fuori, lontano dalla città e in luoghi diversi, ed è stata questa condizione di grande Leggi l’articolo completo
